Schede informative su politiche e praticheDonne con problemi di droga

Women

Definizione del problema

Le donne rappresentano circa un quarto dei soggetti con gravi problemi di droga e circa un quinto di tutti gli individui che si sottopongono al trattamento della tossicodipendenza in Europa. Hanno una probabilità particolarmente alta di:

  • subire stigmatizzazione e difficoltà economiche, ricevere meno supporto da parte della società;
  • provenire da famiglie con problemi di consumo di sostanze stupefacenti e avere un partner che fa uso di droga;
  • avere figli che possono svolgere un ruolo centrale nel loro consumo di sostanze stupefacenti e nel recupero;
  • avere subito violenze sessuali e fisiche o abusi, con disturbi mentali concomitanti.

Le donne con problemi di droga sono ascrivibili a varie sottocategorie, con esigenze speciali, che spesso si sovrappongono, includendo donne in stato in gravidanza e con responsabilità genitoriali, donne che lavorano nell’industria del sesso, spesso vittime di violenza e stigmatizzazione, donne provenienti da minoranze etniche, che possono essere state vittime della tratta, e detenute.

Strategie di intervento

I tipi di risposte necessarie per questa categoria comprendono:

  • servizi specifici per le donne, che possono essere offerti nel contesto di programmi rivolti solo alle donne o a entrambi i sessi. Devono essere accoglienti, senza pregiudizi, solidali e sicuri dal punto di vista fisico ed emotivo, per poter affrontare la stigmatizzazione e il trauma. Dovrebbero promuovere legami sani con i figli, i familiari e i partner;
  • collaborazione con i servizi di trattamento della tossicodipendenza e della salute mentale al fine di affrontare il consumo concomitante di altre sostanze e le esigenze di salute mentale;
  • servizi rivolti alle donne in stato in gravidanza e con responsabilità genitoriali che devono affrontare il consumo di sostanze stupefacenti, fornire assistenza ostetrica e ginecologica, malattie infettive, salute mentale e benessere personale, nonché l’assistenza all’infanzia e sostegno alle famiglie;
  • misure intese al superamento delle barriere all’assistenza per le donne che operano nella prostituzione, quali l’apertura serale, i servizi di strada mobili e il sostegno a libero accesso;
  • sensibilità per gli aspetti etnici e culturali e possibilità di usufruire del servizio di interpretariato qualora si lavori con donne appartenenti a minoranze etniche.

Il quadro europeo

  • Sono necessari studi sul bisogno di interventi specifici, e sui benefici che apportano, per le donne che hanno problemi di consumo di varie sostanze, compresi i farmaci e la poliassunzione.
  • È necessario svolgere valutazioni, inclusi gli studi sul rapporto costo-efficacia, degli interventi sulle donne in vari ambiti in tutta Europa.
  • Vi sono profonde lacune conoscitive sul consumo di sostanze stupefacenti da parte delle donne per vari motivi: gli studi non sempre includono le donne, e quelli che lo fanno a volte non effettuano una suddivisione in base al genere o non affrontano le questioni di genere; la maggior parte degli studi sul consumo di sostanze stupefacenti nelle donne in età fertile si occupa soltanto delle consumatrici di oppiacei; gli studi sulla cannabis, sulle nuove sostanze psicoattive, sull’uso scorretto di farmaci e sulla poliassunzione tra le donne sono limitati.

Sintesi delle evidenze disponibili

Linee guida basate sulle evidenze per il trattamento delle donne in stato di gravidanza consumatrici di sostanze stupefacenti

Screening e interventi brevi

Gli operatori sanitari dovrebbero:

  • intervistare tutte le donne in gravidanza in merito al loro consumo di stupefacenti e alcol (abitudini passate e presenti) dall’inizio della gravidanza e ad ogni visita prenatale;
  • predisporre un intervento breve per tutte le donne in gravidanza che consumano sostanze o alcol.

Interventi psicosociali

Gli operatori sanitari che gestiscono donne in gravidanza o puerpere con disturbi dovuti al consumo di alcol o di altre sostanze dovrebbero offrire una valutazione dettagliata e un’assistenza personalizzata.

Programmi di disintossicazione o cessazione

Gli operatori sanitari dovrebbero, alla prima occasione possibile, consigliare alla donne in gravidanza dipendenti da alcol o sostanze stupefacenti di cessare il consumo, offendo loro la possibilità di usufruire di servizi di disintossicazione sotto sorveglianza medica ove ciò sia necessario e fattibile, o fornendo loro le coordinate di tali servizi.

Le donne in gravidanza dipendenti da oppiacei dovrebbero essere incoraggiate a sottoporsi a terapie di mantenimento con oppiacei piuttosto che tentare la disintossicazione.

Le donne in gravidanza con dipendenza da benzodiazepine dovrebbero sottoporsi a una graduale riduzione della dose, utilizzando benzodiazepine a lunga durata.

Nella gestione dell’astinenza nelle donne in gravidanza con dipendenza da stimolanti, gli psicofarmaci possono contribuire a ridurre i sintomi psichiatrici, ma non sono necessari in tutti i casi.

Trattamento farmacologico (mantenimento e prevenzione della ricaduta)

La farmacoterapia non è raccomandata per i trattamenti di routine della dipendenza da stimolanti quali anfetamine, cannabis, cocaina o agenti volatili nelle pazienti in gravidanza.

È opportuno consigliare alle pazienti in gravidanza con dipendenza da oppiacei di continuare o iniziare la terapia di mantenimento a base di metadone o buprenorfina.

Adattamento delle Linee guida dell’OMS per l’identificazione e la gestione del consumo di sostanze e dei relativi disturbi durante la gravidanza (Guidelines for the identification and management of substance use and substance use disorders in pregnancy).

Implicazioni per le politiche e le prassi

Tra le implicazioni per lo sviluppo futuro di interventi mirati a questo gruppo vi sono quelle riportate di seguito.

Elementi di base

  • Fornire servizi diversificati per genere e sensibili alle esigenze delle vittime di traumi per soddisfare i bisogni di categorie specifiche di donne e garantire che detti servizi siano liberamente accessibili.
  • Fornire servizi coordinati e integrati per affrontare questioni che vanno oltre il consumo di sostanze stupefacenti. A tal fine, le politiche e strategie dovrebbero prevedere la collaborazione con altri servizi quali i servizi di salute mentale e i servizi per l’infanzia.
  • Gli operatori specializzati dei servizi per la tossicodipendenza e di altri servizi sanitari e sociali che entrano in contatto con donne consumatrici di stupefacenti devono assumere atteggiamenti appropriati nonché avere conoscenze e competenze che permettano loro di fornire assistenza di alta qualità.

Opportunità

  • Includere ripartizioni per genere nelle statistiche di routine per migliorare la comprensione delle tendenze del consumo di sostanze stupefacenti, dei fattori socio-demografici e delle questioni affrontate dalle donne in una data regione, sviluppando gli interventi di risposta appropriati.
  • Aumentare la partecipazione delle donne che fanno uso di stupefacenti nella pianificazione, nell’elaborazione e nello sviluppo di politiche e programmi.
  • L’attuazione delle linee guida per l’erogazione di servizi di trattamento delle donne in gravidanza che consumano stupefacenti può migliorare gli esiti sia per la madre che il bambino.

Lacune

  • Ridurre le lacune conoscitive, svolgendo studi che affrontano le questioni di genere considerando tale dimensione in tutti gli aspetti della pianificazione del servizio, al fine di identificare i tipi di interventi più appropriati per diversi gruppi di donne.
  • Includere l’uso scorretto di farmaci nelle politiche e nelle risposte.

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