Schede informative su politiche e praticheObiettivo: riduzione della diffusione dell’HIV, dell’epatite virale e altre infezioni associate al consumo di droghe per via parenterale

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Definizione del problema

La condivisione delle attrezzature per il consumo parenterale aumenta il rischio di trasmissione di infezioni trasmissibili per via ematica, quali i virus dell’HIV e dell’epatite B e C. Storicamente, gli interventi rivolti ai consumatori di stupefacenti per via parenterale – principalmente terapia sostitutiva, programmi di fornitura di aghi e siringhe e misure di riduzione dei danni mirate ai comportamenti a rischio – si sono incentrate principalmente sul contenimento della trasmissione dell’HIV. Il successo conseguito è dimostrato dal basso tasso di trasmissione del virus HIV dovuto al consumo di stupefacenti per via parenterale (circa il 5 % delle diagnosi per le quali è stata accertata la via di trasmissione), un valore che si è mantenuto stabile nell’ultimo decennio. Tuttavia, il consumo di stupefacenti per via parenterale rimane un importante veicolo di trasmissione in alcuni paesi, e si registrano tuttora in Europa focolai di HIV correlati al consumo di droghe iniettabili, soprattutto nelle zone in cui la disponibilità di questi servizi è limitata.

L’epatite C è l’infezione virale a trasmissione ematica più comune tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale. Lo sviluppo di terapie molto efficaci contro l’epatite C ha spostato l’attenzione verso la lotta agli alti tassi di infezione da virus dell’epatite C tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale. L’infezione cronica da epatite C può provocare decessi a causa di gravi patologie epatiche, quali la cirrosi e il tumore del fegato.

Strategie di intervento

  • Fornire terapia sostitutiva per la dipendenza da oppiacei e altre terapie efficaci per la tossicodipendenza ai consumatori di stupefacenti per via parenterale.
  • Programmi di distribuzione di aghi e siringhe sterili per il consumo parenterale di stupefacenti.
  • Vaccinazione contro l’epatite A e B, il tetano e l’influenza, nonché vaccino antipneumococco per le persone sieropositive.
  • Esecuzione di analisi di routine per l’HIV, il virus dell’epatite C (nonché dell’epatite B per i soggetti non vaccinati) e altre infezioni, compresa la tubercolosi.
  • Tali programmi di screening devono essere collegati all’invio ai servizi sanitari competenti e alla presa in carico terapeutica dei soggetti affetti, anche con l’uso dei nuovi farmaci antivirali ad azione diretta per l’epatite C attualmente disponibili.
  • Promozione della salute tramite un comportamento di assunzione parenterale più sicuro; salute sessuale, compreso l’uso del preservativo; nonché prevenzione delle malattie trasmissibili, analisi diagnostiche e terapie.
  • Sviluppare approcci proattivi e multicomponente adatti alle esigenze dei consumatori di droghe e alle condizioni locali.

Il quadro europeo

  • Dei 30 paesi monitorati dall’EMCDDA, tutti eccetto la Turchia forniscono gratuitamente attrezzature sterili per le iniezioni presso centri specializzati. Tuttavia, vi sono significative differenze nella copertura, ed alcuni paesi dovrebbero potenziare questo servizio.
  • Sebbene tutti i paesi UE forniscano terapia sostitutiva, la copertura rimane bassa in alcuni di essi, ivi inclusi paesi che riferiscono di fattori di rischio per infezioni da HIV o epatite C tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale.
  • Un numero crescente di paesi europei ha adottato, o sta predisponendo strategie contro l’epatite C; alcuni di essi stanno inoltre introducendo nuovi trattamenti contro il virus dell’epatite C ad azione diretta con l’obiettivo di eradicare questa patologia.

Sintesi delle evidenze disponibili

Orientamenti basati sulle evidenze per il controllo delle malattie infettive tra i consumatori di droga per via parenterale

I componenti principali degli interventi sono:

  • materiali per il consumo parenterale: fornitura gratuita e legale di aghi, siringhe e altro materiale sterile nel quadro di un approccio multicomponente che include programmi di riduzione dei danni, consulenza psicologica e trattamento;
  • vaccinazione: vaccinazione contro l’epatite A e B, il tetano e l’influenza, nonché il vaccino antipneumococco per i sieropositivi;
  • trattamento della tossicodipendenza: la terapia sostitutiva per la dipendenza da oppiacei e altre forme efficaci di trattamento per la tossicodipendenza;
  • analisi di laboratorio: analisi periodiche volontarie e a esito riservato con consenso informato per l’HIV, il virus dell’epatite C (e dell’epatite B per i soggetti non vaccinati) e altre infezioni compresa la tubercolosi, con successiva segnalazione ai servizi di cura;
  • terapia delle malattie infettive: terapia antivirale per i soggetti affetti da HIV e virus dell’epatite B o C. Terapia contro la tubercolosi per i casi attivi, profilassi per i casi latenti e trattamento di altre malattie infettive in base alle indicazioni cliniche;
  • promozione della salute: sensibilizzazione alle problematiche della salute tramite un comportamento di assunzione parenterale più sicuro; salute sessuale, compreso l’uso del preservativo, e prevenzione delle malattie trasmissibili, analisi diagnostiche e terapie;
  • erogazione di servizi mirati: i servizi dovrebbero essere combinati e forniti in base ai bisogni dei consumatori e alle condizioni locali mediante centri sia mobili che fissi che offrono trattamento della tossicodipendenza, riduzione dei danni, consulenza psicologica e analisi cliniche nonché invio ai servizi medici di base e specializzati.

La combinazione di questi interventi ne aumenta l’efficacia.

Adattato da: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Prevention and control of infectious diseases among people who inject drugs (Prevenzione e controllo delle malattie infettive tra i consumatori di droga per via parenterale) Stoccolma: ECDC, 2011.

Implicazioni per le politiche e le prassi

Elementi di base

  • I principali interventi in quest’ambito includono la fornitura di aghi e terapia sostitutiva per la dipendenza da oppiacei, analisi diagnostiche e terapia delle malattie infettive e attività di promozione della salute.
  • Molti consumatori di stupefacenti non sanno di aver contratto l’infezione da epatite C: i test diagnostici dovrebbero essere offerti di routine quando i soggetti entrano in contatto con servizi per la tossicodipendenza.
  • Sottoporre i consumatori di stupefacenti per via parenterale alle vaccinazioni contro l’epatite A e B può ridurre significativamente la diffusione di queste infezioni e i loro gravi effetti sulla salute.

Opportunità

  • L’attuazione di una strategia integrata che includa prevenzione, contatto con operatori mobili, screening e i nuovi e altamente efficaci trattamenti orali per l’epatite C, coordinata con misure di riduzione dei danni (compresi i programmi di fornitura di aghi e siringhe) e con programmi di trattamento della tossicodipendenza (compresa la terapia sostitutiva) sul territorio e nelle carceri possono ridurre tumori del fegato e altre epatopatie, oltre che eliminare l’epatite C, che rappresenta una minaccia per la salute pubblica diffusa tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale.
  • L’accesso e il ricorso ai test diagnostici e al trattamento delle malattie infettive e delle infezioni sessualmente trasmissibili possono essere potenziati tramite programmi di screening presso siti specializzati quali i centri di trattamento della tossicodipendenza, i centri per il consumo controllato o i centri di fornitura di aghi e siringhe.

Lacune

  • Attualmente, in molti paesi dell’UE l’accesso ai programmi di fornitura di aghi e siringhe e alla terapia sostitutiva è inferiore ai livelli raccomandati e deve essere migliorato. È necessario inoltre acquisire migliori dati sul tasso di partecipazione alle terapie contro l’epatite C per poter valutare la qualità di questo servizio.
  • L’infezione da HIV nei consumatori di stupefacenti per via parenterale è spesso diagnosticata in ritardo e in questo gruppo si segnalano ancora casi di AIDS conclamata. È necessario intensificare i test per l’HIV, avviare la corrispondente terapia subito dopo la diagnosi e migliorare l’adesione dei pazienti alla terapia.

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