Schede informative su politiche e praticheObiettivo: riduzione dei decessi correlati al consumo di oppiacei

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Definizione del problema

La mortalità direttamente o indirettamente correlata al consumo di oppiacei è una delle cause principali di decessi prematuri evitabili tra gli adulti europei. Il tasso complessivo di mortalità correlata al consumo di sostanze stupefacenti è dell’1–2 % all’anno tra i consumatori di oppiacei ad alto rischio in Europa, mentre le overdosi sono all’origine di oltre 7 000 decessi all’anno. Altre importanti cause di decesso tra i consumatori di oppiacei ad alto rischio sono le infezioni, gli incidenti, gli episodi di violenza e il suicidio.

I periodi particolarmente a rischio sono quelli successivi a periodi di astinenza, quando la tolleranza alla sostanza stupefacente è diminuita, in particolare al momento dell’uscita dal carcere o successivamente a trattamenti in regime di astinenza.

Strategie di intervento

Le strategie si concentrano principalmente sulla prevenzione del rischio di overdose e sul miglioramento della sopravvivenza a un tale evento.

  • Inserire e mantenere i consumatori problematici di oppiacei in programmi di terapia sostitutiva, assicurando la continuità tra la terapia in carcere e a livello di territorio e in altre fasi di transizione.
  • Sensibilizzare al fenomeno dell’overdose, sottolineando in particolare i periodi a maggior rischio e altri fattori di rischio quali il consumo di oppiacei in associazione con alcol o benzodiazepine.
  • Assicurare la disponibilità del medicinale antagonista degli oppiacei (naloxone) e promuoverne l’utilizzo corretto da parte degli operatori che rispondono o intervengono nei casi di overdose.
  • Educazione e formazione dei consumatori, dei loro pari e dei familiari per identificare i casi di overdose e intervenire con il naloxone per uso domestico in attesa dell’ambulanza.
  • Creazione di centri per il consumo controllato per una maggiore sicurezza dell’assunzione di droga per via parenterale.

Il quadro europeo

  • Circa la metà delle persone con dipendenza da oppiacei in Europa è iscritta a programmi di terapia sostitutiva, ma la disponibilità del servizio varia considerevolmente da paese a paese.
  • Programmi informativi sul rischio di overdose sono attualmente disponibili in 28 dei paesi che segnalano le proprie politiche in materia all’EMCDDA.
  • Nel 2016 vi erano 78 centri per il consumo controllato distribuiti in sei paesi UE e in Norvegia, mentre la Svizzera ne aveva 12.
  • Sempre nel 2016, vi erano programmi di fornitura di naloxone per uso domestico in dieci paesi europei.

Sintesi delle evidenze disponibili

Obiettivo: riduzione dei decessi correlati al consumo di oppiacei

Strategia di intervento Qualità dei dati

Il numero di decessi per overdose tra i consumatori di oppiacei diminuisce nei periodi in cui ricevono terapia sostitutiva.

dati di alta qualità

Vi sono crescenti evidenze del fatto che gli interventi di istruzione e di formazione comprendenti la fornitura di naloxone per uso domestico prevengono i decessi correlati all’overdose da oppiacei.

dati di bassa qualità

La somministrazione endonasale del naloxone è efficace nel trattamento dell’overdose da oppiacei.

dati di bassa qualità

I centri per il consumo controllato di sostanze stupefacenti aumentano la sicurezza dell’assunzione per via parenterale, riducono le infezioni trasmissibili per via ematica e i casi di overdose e incoraggiano i soggetti che assumono droga per via parenterale a rivolgersi ai servizi di assistenza. Inoltre, la disponibilità di questi servizi è associata a effetti positivi sull’ordine pubblico.

dati di media qualità

Legenda

  • speedometer at highDati di alta qualità— una o più revisioni sistematiche (systematic reviews) aggiornate che analizzano studi primari di alta qualità con risultati concordi. Le evidenze supportano l’utilizzo dell’intervento nel suo contesto di valutazione.
  • speedometer at mediumDati di media qualità— una o più revisioni aggiornate che analizzano vari studi primari di qualità per lo meno moderata con risultati generalmente concordi. Le evidenze suggeriscono che questi interventi sono probabilmente utili nel contesto di valutazione, ma si raccomandano ulteriori valutazioni.
  • speedometer at lowDati di bassa qualità— quando vi sono alcuni studi primari di qualità elevata o moderata ma mancano revisioni OPPURE le revisioni esistono ma forniscono risultati discordi. Attualmente vi sono poche evidenze, ma quelle disponibili sono promettenti. Ciò fa ritenere che tali interventi possano svolgere un ruolo, in particolare nel contesto dell’estensione dei servizi per affrontare esigenze nuove o attualmente senza risposte, ma valutandone l’efficacia.

Implicazioni per le politiche e le prassi

Elementi di base

Gli interventi principali in quest’ambito includono:

  • una sufficiente disponibilità di terapia sostitutiva per la dipendenza da oppiacei, con dosi adeguate, gestione dei casi e ulteriore supporto;
  • la fornitura di naloxone al personale di primo intervento (personale delle ambulanze, paramedici e altri operatori che intervengono in caso di incidenti da overdose) e il suo utilizzo;
  • programmi di sensibilizzazione sul tema dell’overdose per ridurre i rischi associati al consumo di oppiacei (ad esempio non consumare droghe per via parenterale, evitare di combinare droghe e alcol, non assumere droghe quando si è soli, e frazionare la dose).

Opportunità

  • Realizzare programmi di fornitura di naloxone per uso domestico per rendere questo farmaco generalmente disponibile alle persone ad alto rischio di overdose da oppiacei e ai loro pari, partner e familiari, per consentire loro di intervenire in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.
  • Migliorare la continuità delle cure nel passaggio dal carcere al territorio per prevenire decessi correlati alla droga nelle prime due settimane successive alla scarcerazione, quando il rischio di overdose è estremamente alto.

Lacune

  • Identificare ed esaminare le barriere all’istituzione di centri per il consumo controllato nelle aree con un alto numero di consumatori di stupefacenti per via parenterale in luoghi pubblici.
  • Fornire maggiore sostegno a coloro che interrompono i trattamenti in regime di astinenza, giacché la loro ridotta tolleranza agli oppiacei aumenta il rischio di overdose mortale.

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